| LE NAVI RITROVATE
Nel dicembre del
1998, nel corso dei lavori per la creazione del nuovo snodo
ferroviario sulla Linea Tirrenica, nell’area della stazione
di “Pisa-San Rossore”, vicinissima in linea d’aria
a piazza dei Miracoli, sono venuti alla luce i resti del porto
urbano della città etrusca e romana.
Tale scoperta è apparsa da subito come
una delle più importanti di questi anni, non solo per
quanto attiene alla storia più antica della città,
ma anche, in termini generali, per la conoscenza del mondo antico.
Fino ad oggi (luglio 2001) sono stati individuati ben 16 relitti
- 8 dei quali in corso di scavo - eccezionalmente conservati
grazie alle particolari condizioni di giacitura (ambiente privo
di ossigeno), che, una volta studiati, aggiungeranno nuove e
preziose informazioni sulla vita di un porto attivo dagli ultimi
decenni del V secolo a.C. fino al V secolo dell’era cristiana,
e su quelli che erano i traffici mediterranei in tale epoca.
Nell’area in questione
sono state individuate le strutture portuali, rappresentate
da una palizzata frangiflutti e da un molo costruito con grossi
blocchi, a ridosso del quale era un avancorpo quadrangolare
di blocchi più piccoli, e pochi metri più a Nord,
un pontile in legno.
Numerosissimi i reperti facenti parte dell’attrezzatura
di bordo e dei diversi carichi delle imbarcazioni che nel corso
dei secoli hanno frequentato il porto, e che gli archeologi
sono riusciti a recuperare: anfore (il contenitore più
usato nell’antichità per il trasporto di liquidi
ma anche di altre derrate quali ad esempio conserve di pesce
e frutta), oggetti di metallo (ami da pesca, chiavi, una fibula
d’oro, fra gli altri), in vetro, numerosi oggetti in vimini
come cesti e stuoie, largamente utilizzati nella vita di tutti
i giorni. |
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